Contaminazioni microbiche: legionella

S.I.G.R.A. propone protocolli di intervento riguardanti le contaminazioni da Legionella: la prevenzione avviene tramite la valutazione del rischio di esposizione e gli interventi previsti dalle disposizioni approvate il 07 maggio 2015 in Conferenza Stato-Regioni, “Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi”.

La Legionella è un batterio che penetra nell'ospite attraverso le mucose delle prime vie respiratorie, in seguito ad inalazione di aerosol contaminati o più raramente di particelle di polvere da essi derivate per essiccamento con l’aspirazione dell'acqua contaminata.

Una volta penetrati nell'organismo, i batteri raggiungono i polmoni dove vengono fagocitati dai macrofagi alveolari, che però non sono in grado di ucciderli o di inibirne la crescita: le legionelle riescono infatti ad eludere i meccanismi microbicidi dei fagociti e si moltiplicano all'interno di questi fino a provocarne la lisi con il conseguente rilascio di una progenie batterica che può infettare altre cellule.

L'infezione causata dal batterio Legionella viene indicata con il termine generale di "legionellosi" e può presentarsi in 3 distinte forme:

  • malattia dei legionari: la forma più severa dell'infezione, con una letalità media del 10%, e che può arrivare fino al 30-50% nel caso di infezioni ospedaliere;
  • febbre di Pontiac: una forma simil influenzale;
  • forma subclinica: senza comparsa di sintomi clinici e si evidenzia solo con il riscontro di anticorpianti-legionella spp in assenza di episodi di polmonite e/o forme simil-influenzali.

Le figure esposte al rischio

La possibilità di contrarre la legionellosi diventa un fattore di rischio presente in diverse strutture e ambiti lavorativi che, conseguentemente, necessitano di un'attenta valutazione del pericolo e della messa in opera di valide misure di prevenzione nonché di chiari e tempestivi sistemi di controllo dei medesimi.

La valutazione del rischio legato all’infezione da legionella, risulta essere un’attività necessaria per le seguenti tipologie di attività:

  • strutture turistico-ricettive (alberghi, hotel, pensioni, residence, agriturismi, bed&breakfast, soggiorni di vacanza, affittacamere, campeggi, navi da crociera, etc.);
  • strutture termali;
  • strutture ad uso collettivo (impianti sportivi e ludici, palestre, centri commerciali, fiere, esposizioni, centri benessere, etc.);
  • strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, studi odontoiatrici.

Inoltre, come riportato nel T.U. Sicurezza e Salute – D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. –, il rischio di esposizione a Legionella in qualsiasi ambiente di lavoro richiede l’attuazione, da parte del datore di lavoro, di tutte le misure di sicurezza appropriate per esercitare la più completa attività di prevenzione e protezione nei confronti di tutti i soggetti esposti.

Nel sopracitato decreto (vedi Titolo X) la Legionella è classificata quale appartenente al gruppo 2 tra gli agenti patogeni.

Le attività lavorative che possono presentare il rischio legionellosi sono molteplici. A titolo puramente di esempio si citano:

  • addetti agli impianti di depurazione delle acque reflue;
  • addetti alla manutenzione e controllo degli acquedotti;
  • giardinieri;
  • personale addetto alla manutenzione vasche idromassaggio;
  • addetti alla pulizia negli autolavaggi;
  • vigili del fuoco;
  • attività di manutenzione/pulizia delle torri evaporative;
  • addetti impianti di distribuzione/trattamento dell’acqua sanitaria.

Prevenzione e rischio della legionellosi

Il documento predisposto ai fini dell’autocontrollo deve contenere:

  • l’indicazione del responsabile per la gestione del rischio;
  • la valutazione del rischio mediante un’attenta analisi delle condizioni di normale funzionamento dell’impianto, fonte potenziale di rischio legionellosi, al fine di individuarne i punti critici;
  • la mappa della rete idrica;
  • le modalità di gestione dell’eventuale rischio rilevato derivante dall’impianto, creando le misure correttive necessarie al ridurre al minimo il rischio evidenziato.

Il Soggetto responsabile delle attività (Gestore, Proprietà, Amministrazione) dovrà inoltre istituire il “Registro degli interventi”, ovvero un documento riassuntivo degli interventi di manutenzione ordinari e straordinari sugli impianti idrici e di climatizzazione. Dovranno essere eseguiti campionamenti periodici ed in numero commisurato alla dimensione ed alla complessità del sistema di distribuzione dell’acqua finalizzati alla ricerca ed al conteggio della legionella.

Infine, si dovrà procedere alla formazione ed informazione del personale coinvolto nel controllo e nella prevenzione della legionellosi.

La revisione dell’analisi del rischio e la rielaborazione del Documento deve essere effettuata regolarmente e formalmente documentata, con frequenza almeno biennale (per le strutture turistico-recettive) o triennale e comunque ogni volta che sia legittimo pensare che la situazione si sia modificata (ad esempio: ristrutturazioni, manutenzione straordinaria, ecc.). L’analisi deve, comunque, essere rifatta ad ogni segnalazione di un possibile caso di legionellosi.

Controllo microbiologico e sanitizzazione

La ricerca dell’agente eziologico della legionellosi a fini di prevenzione è un’indagine che deve riguardare quegli ambiti dove esiste il rischio potenziale di generazione di nebulizzazione di particelle di acqua contaminata. Per quanto riguarda gli impianti idrosanitari, per esempio, i principali punti di controllo sono costituiti da:

  • punto di allacciamento all’acquedotto o al punto di emungimento dell’acqua di pozzo;
  • accumuli di acqua fredda destinata al consumo umano;
  • serbatoi/bollitori di acqua calda sanitaria;
  • tutti i siti dove possono essere presenti fenomeni di ristagno d’acqua, utenze poco utilizzate, ricircolo dell’acqua calda sanitaria (anello di distribuzione), erogatori a servizio dei bagni e/o docce distali, addolcitori, ecc.

Laddove venga accertata una contaminazione da legionella diventa indispensabile procedere rapidamente alla sanitizzazione degli ambienti idrico-sanitari e aeroidraulici se il rischio di diffusione avviene attraverso l’impianto di trattamento e climatizzazione dell’aria.

Per i circuiti idraulici S.I.G.R.A. offre interventi di sanificazione degli impianti idraulici attraverso shock con impianti mobili a biossido di cloro.