Rifiuti

S.I.G.R.A. grazie al proprio laboratorio è in grado di offrire un servizio tecnico completo nella gestione rifiuti che, oltre al supporto delle attività di ritiro, trasporto e smaltimento, comprende anche l’analisi dei rifiuti speciali e pericolosi.

Tutti i materiali immessi sul mercato sono destinati, presto o tardi, a trasformarsi in rifiuti e tutti i processi produttivi generano rifiuti, che devono essere infine smaltiti. Il problema dei rifiuti è correlato alla loro persistenza nell’ambiente, e alla possibile presenza di sostanze pericolose. Essi sono classificati, secondo l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali.

Al fine di determinare l'ammissibilità dei rifiuti in ciascuna categoria di discarica, così come definite dall'art. 4 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, il produttore dei rifiuti è tenuto ad effettuare la caratterizzazione di base di ciascuna tipologia di rifiuti conferita in discarica. Detta caratterizzazione deve essere effettuata prima del conferimento in discarica ovvero dopo l'ultimo trattamento effettuato.

Rifiuti speciali

Sono rifiuti speciali:

  • i rifiuti da attività agricole, da lavorazioni industriali e artigianali, i rifiuti da attività commerciali e di servizio, rifiuti da attività sanitarie;
  • i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, il combustibile derivato da rifiuti;
  • i macchinari e le apparecchiature deteriorati e obsoleti, i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
  • i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo fermo restando quanto disposto dal Decreto 10 agosto 2012, n. 161 e dall’articolo 41 BIS del D.L. 69/2013.

Valutazione pericolosità

Tutti i rifiuti sono codificati in base al vigente Elenco Europeo, modificato dalla Decisione 2014/955/CE. I diversi tipi di rifiuti inclusi nell'elenco sono definiti mediante un codice a sei cifre (codice CER).

Il codice CER identifica il rifiuto individuandone il settore produttivo, l’attività/processo e la natura.

Il catalogo prevede codici contrassegnati da un asterisco che identificano rifiuti pericolosi.

La classificazione del rifiuto come pericoloso o non pericoloso può essere univocamente definita dal processo produttivo oppure può essere determinata dal contenuto di sostanze pericolose in esso presenti e al superamento o meno di definite concentrazioni soglia.

Ai rifiuti cui potrebbero essere assegnati codici di rifiuti pericolosi e non pericolosi, viene assegnato il corrispondente codice pericoloso quando questo rifiuto contiene sostanze pericolose in concentrazione tale da determinare nel rifiuto una o più delle caratteristiche di pericolo da HP 1 a HP 8 e/o da HP 10 a HP 15 di cui all'allegato III della direttiva 2008/98/CE come modificato dal Regolamento (UE) N. 1357/2014.La valutazione della caratteristica di pericolo HP 9 «infettivo» deve essere effettuata conformemente alla legislazione pertinente (DpR 254/2003). La valutazione di pericolosità di un rifiuto viene eseguita in base alle indicazioni fornite dal produttore (cliente), il quale è in grado di individuare il processo produttivo e le categorie di sostanze pericolose utilizzate e che possono essere presenti nel rifiuto; sulla base di tali indicazioni e della documentazione fornita a supporto (p.e. schede di sicurezza) ed in base alle caratteristiche merceologiche del rifiuto, il Laboratorio effettua le analisi necessarie al Chimico per esprimere un giudizio.

Classificazione e caratterizzazione rifiuti

Il D. Lgs 152/06 (Testo Unico ambientale) stabilisce che la classificazione del rifiuto è a carico del produttore, il quale se ne assume ogni responsabilità.

Non sempre c'è l’obbligo formale di effettuare delle analisi chimiche, ma, tranne nelle situazioni indubbie, esse possono essere uno strumento tutelante a favore del produttore del rifiuto, come nel caso di rifiuti individuati con le “voci a specchio”.

S.I.G.R.A. esegue analisi su campioni di rifiuti ai fini della loro caratterizzazione ed in particolare della loro classificazione come rifiuti pericolosi o non pericolosi. La classificazione permette la corretta assegnazione del codice CER identificativo del rifiuto e l’attribuzione delle classi di pericolo associate. Vengono inoltre eseguite le analisi previste ai fini dell’ammissibilità dei rifiuti in discarica o al recupero dei rifiuti in procedura semplificata. Viene fornito supporto nella selezione delle analisi previste in funzione delle caratteristiche del materiale e della sua destinazione.

Prescrizioni specifiche anche in termini di caratterizzazione analitica sono inoltre previste dalla normativa che disciplina lo smaltimento dei rifiuti in discarica [D.M. 27/10/2010] ed il recupero di rifiuti in procedura semplificata [D.M. 5 Febbraio 1998].

In particolare, per i rifiuti destinati allo smaltimento in discarica o a recuperi ambientali, viene anche verificata, mediante analisi su eluato da test di cessione, la tendenza al rilascio di contaminati nell’ambiente, al fine di escluderne la diffusione incontrollata.

Si comprende facilmente come la caratterizzazione analitica sia di fondamentale utilità per una corretta classificazione del rifiuto; essendo fonte di garanzia sia per il cliente, sia per S.I.G.R.A., che gestisce per il cliente il corretto ritiro, trasporto e conferimento ai centri di destino.

Rifiuti inerti

S.I.G.R.A. esegue analisi per la caratterizzazione di rifiuti inerti (calcinacci, macerie, residui da demolizione o da cantieri edili) destinati allo smaltimento in discarica o al recupero. Nell’ambito dei servizi di ritiro, trasporto e smaltimento di questo tipo di rifiuti e terreni contaminati il servizio di analisi è parte di un complesso e delicato servizio di classificazione, messa in sicurezza, campionamento, trattamento in situ (nei casi possibili) e gestione del rifiuto fino a destino o recupero..

Viene fornito supporto sia nella fase di campionamento (eseguito secondo norma UNI 10802), sia nella selezione delle analisi previste in funzione delle caratteristiche del materiale e della sua destinazione.

Per lo smaltimento delle terre e rocce da scavo è prevista la gestione del materiale in deroga alla normativa sui rifiuti, nell’ambito di applicazione del D.M. n. 161 del 10 Agosto 2012 e dell’articolo 41 BIS del D.L. 69/2013. Anche in questo caso è necessario caratterizzare il materiale per escluderne la contaminazione e poterlo qualificare come sottoprodotto.

I rifiuti inerti rientrano nella definizione di rifiuti speciali. In particolare vengono definiti inerti i rifiuti solidi che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o biologica significativa. Rientrano in tale definizione i rifiuti da costruzione e demolizione (mattoni, mattonelle, ceramiche, vetro, terre e rocce, …).

I rifiuti inerti hanno un generalmente un minore impatto ambientale rispetto ad altre tipologie di rifiuto e per questo vengono stoccati in discariche specifiche, secondo quanto previsto dal D. Lgs.vo 13 gennaio 2003, n. 36 e dal D.M. 27 settembre 2010, o destinati al riutilizzo come materia prima secondaria secondo quanto previsto dal D.M. 5 Febbraio 1998.

Per i rifiuti destinati alla collocazione in discarica o al recupero ambientale, la caratterizzazione, oltre ad escludere la pericolosità del materiale deve garantire il rispetto di elevati standard di tutela. In particolare deve essere verificata ed esclusa la tendenza al rilascio di contaminati nell’ambiente circostante mediante analisi su eluato da test di cessione. Nel caso di recupero ambientale deve inoltre essere verificata la compatibilità del materiale con le caratteristiche del sito di destinazione.