S.I.G.R.A. ha ottenuto l'accreditamento ACCREDIA per la ricerca della Salmonella spp su alimenti e tamponi su superfici, ambienti di lavoro, utensili ed attrezzature presenti nell'area di produzione e manipolazione degli alimenti

 

E' con estrema soddisfazione che comunichiamo ai visitatori che i laboratori di S.I.G.R.A. hanno ricevuto l'estensione dell'accreditamento ACCREDIA per la ricerca della Salmonella spp su alimenti e tamponi su superfici, ambienti di lavoro, utensili ed attrezzature presenti nell'area di produzione e manipolazione degli alimenti

L’Organismo di accreditamento, in Italia, è ACCREDIA che, essendo indipendente, garantisce gli utenti e controlla la competenza ed imparzialità dei Laboratori nell’esecuzione delle prove accreditate.

I laboratori di S.I.G.R.A. s.r.l. operano in conformità con la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e con le prescrizioni ACCREDIA.

La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche. È stata segnalata per la prima volta nel 1886, in un caso di peste suina, dal medico americano Daniel Elmer Salmon. La salmonella è presente in natura con più di 2000 varianti (i cosiddetti sierotipi) ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono S. enteritidis e S. typhimurium.

Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in forme tifoidee (S. typhi e S. paratyphi, responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere), in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo, e forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S. typhimurium e la S. enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica.

Le salmonelle non tifoidee, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato.

L’infezione si trasmette per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di alimenti contaminati oppure per contatto con oggetti o piccoli animali portatori di salmonelle.

Gli alimenti sono senza dubbio uno dei veicoli primari di diffusione dell’infezione ma, per diventare causa di malattia, è necessaria una massiva colonizzazione nell’alimento prima dell’ingestione. Di norma il cibo contaminato non presenta alcuna alterazione delle caratteristiche (colore, odore, sapore, consistenza) ed il contagio può essere avvenuto al momento della loro produzione, durante la preparazione, oppure dopo la cottura a causa di una manipolazione non corretta degli alimenti.

I cibi più a rischio sono:

  • uova crude (o poco cotte) e derivati a base di uova
  • latte crudo e derivati del latte crudo (compreso il latte in polvere)
  • carne e derivati (specialmente se poco cotti)
  • salse e condimenti per insalate
  • preparati per dolci, creme
  • gelato artigianale e commerciale
  • frutta e verdura (angurie, pomodori, germogli di semi, meloni, insalata, sidro e succo d’arancia non pastorizzati), contaminate durante il taglio.

 

Veicoli dell’infezione possono diventare anche superfici e utensili oppure ogni alimento venuto a contatto con soggetti infetti.

Sono particolarmente suscettibili all’infezione da salmonella i soggetti:

  • affetti da acloridria (disfunzione dell’apparato digerente, consistente nell’assenza di acido cloridrico nel succo gastrico) e da malattie neoplastiche
  • in terapia con farmaci anti-acido, in pregressa o concomitante terapia antibiotica ad ampio spettro, e/o in terapia immunosoppressiva
  • che hanno subito interventi chirurgici a carico dell’apparato gastrointestinale.

La gravità della malattia è in relazione al sierotipo infettante, al numero di microrganismi ingeriti e a fattori di resistenza del paziente. In particolare, a livelli di acidità gastrica ridotti corrispondono maggiori probabilità di manifestare diarrea. Ai germi che non vengono neutralizzati dalla secrezione acida dello stomaco l’intestino umano risponde con una reazione infiammatoria che provoca il fenomeno diarroico.

Soggetti a rischio sono anziani, bambini e donne in gravidanza, ma anche individui affetti da anemia falciforme e Hiv. Per questi ultimi l’infezione da salmonella si manifesta anche con ricorrenti episodi di setticemia non tifoidea.